Fuori il primo album de “Il Pagante”: Entro in pass fra singoli già proposti e nuovi brani

Entro in pass” è il primo album de Il Pagante: 12 brani, 40 minuti di ritmo e melodie super-orecchiabili: uscito il 16 Settembre 2016 e destinato ad essere ballato per tutto l’inverno nelle discoteche e in qualche radio che accetti di mandare in onda pezzi quasi sempre “explicit” in termini di contenuto.

Anche se le storie che il gruppo racconta sono le stesse dei brani che, sempre usciti come singoli, negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere, si può affermare senza paura che questo prodotto non ha ancora fatto in tempo a stancare il pubblico.

Serate in discoteca, alcool a fiumi, droga, impegno negli studi inesistente, vita agiata grazie ai soldi di papà, rapporti umani legati solo al sesso o al portafoglio del partner. Parlare di tutto ciò in Italia non dovrebbe fare molto piacere ad un certo “bigottismo” imperante, ma forse Il Pagante riesce ad essere meno colpito dalle critiche perché l’eccesso di stereotipi e di bella vita discotecara nei brani risulta quasi caricaturale, tanto da arrivare a sembrare una critica degli stessi stili di vita su cui si impernia ogni pezzo del gruppo.

In sostanza: Il Pagante, e questo album in particolare, non è nulla di impegnativo, ma non lo vuole essere; non è nulla di poetico, ma non lo vuole neppure sembrare; quindi piace per la sua estrema limpidezza ed onestà nei confronti del pubblico.

Da qualche giorno lo ascolto in loop su Spotify e devo dire che non è niente male, anzi, aspetto che qualche illuminato direttore artistico del Festival della Canzone Italiana lanci la proposta ai ragazzi de Il Pagante di buttarsi su Sanremo per conquistare fette di pubblico sempre più ampie e varie.

Album su Spotify: https://open.spotify.com/album/3DmYiDSPJerM7t4gsZMQGV

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9/11: la diretta meno convincente della storia della TV

Oggi è l’11 Settembre, oggi ricorre il 15esimo anniversario del disastro del World Trade Center, oggi, come faccio da qualche anno a questa parte riguarderò e proporrò a chiunque di guardare September Clues.

Non per complottismo, ma perché la verità su quel giorno è oggettivamente ancora ben lungi dall’esserci nota ed è nostro dovere esserne consapevoli.

https://youtube.com/embed/NhmOc7YBplg