Emergenza Neve e Terremoto: la Pinotti rassicura, ma la foto è di 3 anni fa…

Ennesimo caso d’uso di una immagine presa a caso da un qualunque motore di ricerca e postata a corredo di un messaggio per testimoniarne la veridicità.

Nulla di strano se a farlo fosse un qualunque blogger inesperto o uno scrittore di fame news, peccato che stavolta a cadere dia stato il Ministro della Difesa del Governo Italiano, Roberta Pinotti, o chiunque per Lei gestisca il suo account Twitter.

Sotto il rassicurante hashtag #AlserviziodelPaese si palesa quindi uno spalatore fotografato all’opera nel 2014 e neppure in Abruzzo, bensì in Veneto…

Sperando si tratti solo di una gaffe una riflessione va però seriamente fatta: se fosse stato sufficiente dare notizia dell’attività di soccorso in corso sarebbe stato sufficiente un post, invece è stato necessario corredarlo con la prima foto a caso di un militare che spala.

La politica, così come lo spettacolo, sono arti visive e il pubblico è come San Tommaso… Ma se un politico si ritrova a dover mentire per farsi credere allora significa che la sua credibilità non è sufficiente e questo dovrebbe suonare come un grave campanello d’allarme per chiunque ricopra cruciali ruoli istituzionali.

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Sistema elettorale: facciamo chiarezza

Fra qualche giorno, avvicinandosi la data nella quale è prevista l’udienza e la successiva sentenza della Corte Costituzionale in merito ai profili di incostituzionalità della legge elettorale oggi vigente in Italia (il c.d. Italicum, valevole per la sola Camera dei Deputati), toccherà alle nostre orecchie e ai nostri occhi sentir parlare e leggere infiniti discorsi in merito a quale sistema elettorale sia da implementare nel nostro Paese.

Onde evitare di farci confondere dalla insita propaganda elettorale che questa discussione si porterà appresso da ogni parte, facciamo un breve ripasso sui possibili sistemi elettorali applicabili ad una Repubblica Parlamentare.

Non è argomento complesso: si tratta solo ed unicamente di due sistemi, più un terzo che si configura come misto fra i due e del quale quindi non si può che evitare di approfondire, dato che si consegna agevolmente alla folle fantasia del legislatore.

Il primo sistema è quello che più dell’altro garantisce RAPPRESENTATIVITÀ: il PROPORZIONALE. In questi sistemi si assegnano tanti seggi ad un partito quanto è stata la propria proporzione di voti presi rispetto al totale dei voti espressi. Soglie di sbarramento e premi di maggioranza consentono di ritoccare il numero dei seggi assegnati per favorire i partiti maggiori.

L’altro sistema garantisce in modo preponderante la GOVERNABILITÀ ed è il MAGGIORITARIO. In questo sistema la Nazione viene suddivisa in collegi territoriali, in ogni collegio i partiti presentano un candidato o una lista di candidati. Alle elezioni risulta eletto il candidato relativamente più votato in ogni collegio: chi ottiene anche solo un voto in più degli avversari vince il seggio in palio.

Fine, anzi, inizio. Questo è l’unico inizio che può avere una seria discussione su quale sistema elettorale si voglia implementare in Italia. Proporzionale, maggioritario o un misto tra i due? Non ci sono altre possibilità. Chiunque nelle prossime settimane affronterà la materia elettorale a partire da altri ragionamenti (doppi turni, premi di maggioranza, sbarramenti, ballottaggio, formazione dei collegi e chi più ne ha più ne metta) sarà da inchiodare alla fondamentale questione: che sistema costruiamo?

Sempre semplice a dirsi, ma nel panorama politico italiano pochissimi hanno le idee chiare su questo argomento e troppi confondono volutamente le acque, o per arrivare ad avere la legge elettorale che assecondi gli interessi della propria compagine, o per potersi ritagliare spazi di rilevanza politica anche a seguito di plausibili risultati elettorali negativi.

In tutto il prevedibile marasma ci si può porre un grandioso obiettivo per rimanere lucidi: non perdere d’occhio la radice della questione. Maggioritario, proporzionale o misto?

Salvini assenteista? Una bufala

Oggi il GIP di Milano Maria Vicidomini ha stabilito che non si è trattato di diffamazione il caso della frase “la Lega è un partito razzista” pronunciata dall’ex deputata e ex Ministro dell’integrazione, oggi Europarlamentare del PD, Cécile Kashetu Kyenge. La querela per diffamazione partita dal leader del carroccio Matteo Salvini è stata oggi archiviata.

Salvini non ha perso tempo e appena avuta notizia dell’archiviazione ha così commentato sulla propria Pagina Facebook:

La signora Kyenge, europarlamentare PD, che secondo il giudice buonista Maria Vicidomini può impunemente definire la Lega “RAZZISTA”, è una politica capace, simpatica, generosa, utile e amica degli italiani.

E oggi è ferragosto.

La Kyenge non ci sta e pochi minuti dopo risponde sempre a mezzo Facebook:

Per Salvini oggi è Ferragosto? Sì, per lui è come se lo fosse tutto l’anno: non lo si vede a lavorare in Parlamento e il film che proietta ha sempre lo stesso titolo, Xenofobia. #orasipuòdire

A noi non interessa per nulla né prendere posizione in questo dibattito dai contenuti poco consoni alla Politica, quella vera, quella con la “P” maiuscola.

Dobbiamo però evidenziare come sia del tutto falso e menzognero affermare che Salvini “non lo si vede a lavorare in Parlamento”…

Ecco i dati:

Fonte: http://www.mepranking.eu/mep.php?id=28404 (dati prelevati il 13/01/2017)
La Kyenge in questo dibattito, per questa frase sarebbe da ammonire per incoerenza, da un lato, con buone ragioni per farlo, attacca Salvini volendo descriverlo come falsamente diplomatico quando in realtà fa leva su xenofobia e razzismo, dall’altro usa una bufala per screditare il nemico.

Male Cécile, dato che al Parlamento Europeo Lei è più presente e meno assente di Salvini, dovrebbe sapere che l’argomentazione che lei usa è falsa, a meno che, per strane congiunture astrali, le vostre divergenze non vi permettano neppure di vedervi quando siete seduti in plenaria…

De Magistris – Saviano: è scontro su Facebook

Duro scontro oggi tra il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e Roberto Saviano tra le rispettive Pagine di Facebook… Alla fine, come spesso accade pare che la verità e la ragione stia nel mezzo, ma al di là dello scontro dialettico rimane una grande città da amministrare sotto il segno della legalità con una marea di problemi e dinamiche da sciogliere e risolvere.

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A dare il via alle danze è il Sindaco De Magistris che scrive questo lungo post:

Caro Saviano, mi occupo di mafie, criminalità organizzata e corruzione da circa 25 anni, inizialmente come pubblico ministero in prima linea, oggi da sindaco di Napoli. Ed ho pagato prezzi alti, altissimi. Non faccio più il magistrato per aver contrastato mafie e corruzioni fino ai vertici dello Stato. Non ti ho visto al nostro fianco. Caro Saviano, ogni volta che a Napoli succede un fatto di cronaca nera, più o meno grave, arriva, come un orologio, il tuo verbo, il tuo pensiero, la tua invettiva: a Napoli nulla cambia, sempre inferno e nulla più. Sembra quasi che tu non aspetti altro che il fatto di cronaca nera per godere delle tue verità. Più si spara, più cresce la tua impresa. Opinioni legittime, ma non posso credere che il tuo successo cresca con gli spari della camorra. Se utilizzassi le tue categorie mentali dovrei pensare che tu auspichi l’invincibilità della camorra per non perdere il ruolo che ti hanno e ti sei costruito. E probabilmente non accumulare tanti denari. Ed allora, caro Saviano, mi chiedo: premesso che a Napoli i problemi sono ancora tanti, nonostante i numerosi risultati raggiunti senza soldi e contro il Sistema, come fai a non sapere, a non renderti conto di quanto sia cambiata Napoli ? Ce lo dicono in tantissimi. Tutti riconoscono quanto stia cambiando la Città. Napoli ricca di umanità, di vitalità, di cultura, di turisti come mai nella sua storia, di commercio, di creatività, di movimenti giovanili, di processi di liberazione quotidiani. Prima città in Italia per crescita culturale e turistica. Napoli che ha rotto il rapporto tra mafia e politica. Napoli dei beni comuni. Napoli del riscatto morale con i fatti. Napoli autonoma. Napoli che rompe il sistema di rifiuti ed ecomafie. E potrei continuare. Caro Saviano, come fai a non sapere, come fai a non conoscere tutto questo ? Allora Saviano non sa i fatti, non conosce Napoli e i napoletani, allora Saviano è ignorante, nel senso che ignora i fatti, letteralmente: mancata conoscenza dei fatti. Non credo a questo. Sei stato da tanto tempo stimolato ad informarti, a conoscere, ad apprendere, a venire a Napoli. Saviano non puoi non sapere. Non è credibile che tu non abbia avuto contezza del cambiamento. La verità è che non vuoi raccontarlo. Ed allora Saviano è in malafede ? Fa politica ? È un avversario politico ? Non ci credo, non ci voglio credere, non ne vedrei un motivo plausibile. Ed allora, caro Saviano, vuoi vedere che sei nulla di più che un personaggio divenuto suscettibile di valutazione economica e commerciale? Un brand che tira se tira una certa narrazione. Vuoi vedere che Saviano è, alla fin fine, un grande produttore economico? Se Napoli e i napoletani cambiano la storia, la pseudo-storia di Saviano perde di valore economico. Vuoi vedere, caro Saviano, che ti stai costruendo un impero sulla pelle di Napoli e dei napoletani ? Stai facendo ricchezza sulle nostre fatiche, sulle nostre sofferenze, sulle nostre lotte. Che tristezza. Non voglio crederci. Voglio ancora pensare che, in fondo, non conosci Napoli, forse non l’hai mai conosciuta, mi sembra evidente che non la ami. La giudichi, la detesti tanto, ma davvero non la conosci. Un intellettuale vero ed onesto conosce, apprende, studia, prima di parlare e di scrivere. Ed allora, caro Saviano, vivila una volta per tutte Napoli, non avere paura. Abbi coraggio. Mescolati nei vicoli insieme alla gente, come cantava Pino Daniele. Nella mia vita mi sono ispirato al magistrato Paolo Borsellino al quale chiesero perché fosse rimasto a Palermo, ed egli pur sapendo di essere in pericolo rispose che Palermo non gli piaceva e per questo era rimasto, per cambiarla. Chi davvero – e non a chiacchiere – lotta contro mafie e corruzione viene dal Sistema fatto fuori professionalmente ed in alcuni casi anche fisicamente. Caro Saviano tu sei un caso all’incontrario. Più racconti che la camorra è invincibile e che Napoli è senza speranza e più hai successo e acquisisci ricchezza. Caro Saviano ti devi rassegnare: Napoli è cambiata, fortissimo è l’orgoglio partenopeo. La voglia di riscatto contagia ormai quasi tutti. Caro Saviano non speculare più sulla nostra pelle. Sporcati le mani di fatica vera. Vieni qui, mischiati insieme a noi. Ai tanti napoletani che ogni giorno lottano per cambiare, che soffrono, che sono minacciati, che muoiono, che sperano, che sorridono anche. Caro Saviano, cerca il contatto umano, immergiti tra la folla immensa, trova il gusto di sorridere, saggia le emozioni profonde di questa città. Saviano pensala come vuoi, le tue idee contrarie saranno sempre legittime e le racconteremo, ma per noi non sei il depositario della verità. Ma solo una voce come altre, nulla più. E credimi, preferisco di gran lunga le opinioni dei nostri concittadini che ogni giorno mi criticano anche, ma vivono e amano la nostra amata Napoli. Ciao Saviano, senza rancore, ma con infinita passione ed infinito amore per la città in cui ho scelto di vivere e lottare.

Dopo poche ore Roberto Saviano decide di rispondere così:

Il sindaco De Magistris si rivolge a me in un lungo post su Facebook, ma come sempre non dice nulla sul merito delle questioni, è per questo che è un populista, definizione politica nella quale credo che tutto sommato si riconosca.
Napoli 4 gennaio 2017: due sparatorie in pieno centro e una bambina di 10 anni ferita in un luogo affollatissimo della città. Ma il sindaco è infastidito dalla realtà, a lui non interessa la realtà, a lui interessa l’idea, quell’idea falsa di una città in rinascita: problema non sono le vittime innocenti del fuoco della camorra, problema è che poi Saviano ne parlerà. Il contesto nel quale nascono e crescono le organizzazioni criminali, fatto di assenza delle regole e lassismo, da quando lui è sindaco non solo non è mutato, ma ha preso una piega addirittura più grottesca: ora la camorra in città è minorenne e il disagio si è esteso alle fasce anagraficamente più deboli. Ma di tutto ciò lui non ama parlare e detesta che lo facciano altri: pare che la città sia ridotta al salotto di casa sua, a polvere da nascondere sotto al divano. Basta pensare alla superficialità (per non dire al fastidio) con cui il sindaco parla di periferie annegate nel degrado: al sindaco fa schifo Soccavo, fa schifo Pianura, si vergogna del rione Conocal, se ne frega del rione Traiano. Il sindaco è del Vomero, gli piacciono le cose ordinate, pulite. E così succede che sulla gestione del patrimonio immobiliare comunale, nelle periferie controllate dalla camorra, difficilmente spenda una parola, nonostante inchieste giornalistiche serissime inchiodino l’amministrazione comunale a responsabilità enormi. E chissà che su questa, come su altre vicende, anche la Procura della Repubblica prima o poi non intervenga.
Ma che importa, dirà il sindaco: la realtà di Napoli sono le strade affollate e non i killer pronti a sparare nel mucchio, magari per un regolamento di conti, per poche centinaia di euro. E il problema non sono i killer, per carità, ma Saviano che poi ne parlerà.
Distoglierei lo sguardo da Napoli se le organizzazioni criminali smettessero di tenere sotto giogo l’intera città, che è tutta una periferia, tranne qualche quartiere collinare ricco dei reinvestimenti della camorra. Mi piace meno il commento sulla mia pericolosità, quello è da webete: De Magisttis, lei è un ex magistrato, dovrebbe sapere che la scorta si dà per proteggere e non per mandare a morire. A Falcone gente ingenua e priva di riferimenti diceva che gli attentati se li organizzava da solo, almeno lei non ha detto che la situazione in cui vivo me la sono inventata io, è già qualcosa. Ma lei ha bisogno di me, ha bisogno di contrapporsi a qualcuno: lei ha bisogno delle contrapposizioni perché senza quelle dovrebbe affrontare la realtà dei tanti soprusi che la sua amministrazione tollera. Ma non è l’unico: quando criticavo Berlusconi ero da strozzare, con Renzi sono diventato un gufo, se parlo di infiltrazioni mafiose al Nord diffamo. Lei mi definisce uno “zelluso” (traduzione italiana: calvo) anemozionale e la cosa, in fondo, mi fa anche sorridere.
Quel che è certo, sindaco De Magistris, è che quando le mistificazioni della sua amministrazione verranno al pettine, a pugnalarla saranno i tanti lacchè, più o meno pagati, dei quali si circonda per edulcorare la realtà, unico modo per evitare di affrontarla.

Difficile dire da che parte risieda la ragione e la verità: di certo i due protagonisti della discussione guardano Napoli da angolature differenti e danno risalto ad aspetti diversi, ognuno in cerca di consenso, chi perché di mestiere oramai fa il politico, chi perché campa con la vendita di libri, articoli e programmi TV incentrati sulle problematiche del Mezzogiorno italiano…

EMERGENZA #SALVAILSUOLO!

Il suolo rappresenta una delle principali risorse strategiche dell’Europa, in quanto garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici. È giunto il momento di proteggere i suoli europei.

Spot della campagna: https://youtu.be/zWUYFnE9eaU

#People4Soil è un’Iniziativa dei Cittadini Europei sostenuta da più di 400 associazioni che richiede la firma di 1.000.000 di cittadini dell’Unione Europea per essere presentata all’Europarlamento.

Senza un suolo sano e vivo non c’è futuro per l’uomo. Oggi il suolo è violentato, soffocato, contaminato, sfruttato, avvelenato, maltrattato, consumato. Un suolo sano e vivo ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dalle emergenze alimentari. Tutelare il suolo è il primo modo di proteggere uomini, piante, animali.

Chiediamo che il suolo venga riconosciuto come un patrimonio comune che necessita di protezione a livello europeo, in quanto garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici.

Chiediamo un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall’eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall’erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità.

Firma la proposta di legge su https://www.salvailsuolo.it/

Referendum Costituzionale e voto dall’estero o fuori dal comune di residenza: come funziona?

Non solo gli iscritti all’AIRE, fino all’8 Ottobre 2016 anche gli studenti in Erasmus e i cittadini temporaneamente all’Estero avranno la possibilità di registrarsi e votare.

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Come può votare chi è iscritto all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero?

Il Cittadino italiano deve assicurarsi in primis che il Consolato abbia l’indirizzo di residenza (all’estero) corretto per potergli spedire il plico elettorale. Il plico si riceve a casa un paio di settimane prima del voto e potrà quindi essere usato per votare per posta. Se invece si desidera votare in Italia è necessario comunicare la propria intenzione al Consolato il prima possibile. È sufficiente una domanda in carta libera che specifichi il nome e cognome, il luogo e la data di nascita, il luogo di residenza, il Comune italiano di iscrizione Aire, la fotocopia del documento di identità, la data e la firma dell’elettore in questione. La domanda potrà essere consegnata a mano oppure inviata per email, posta, fax al Consolato e vale per una sola votazione. È importante che si indichi il referendum per il quale si chiede di votare in Italia. Da quando la data del referendum viene fissata si hanno solo dieci giorni per presentare la domanda.

Cosa deve fare chi invece si trovasse all’Estero alla data del voto, ma senza essere iscritto all’AIRE?

Possono votare per corrispondenza i cittadini italiani che si trovano temporaneamente all’estero per motivi di lavoro, studio o cure mediche, per un periodo di almeno tre mesi (comprendente la data di votazione). Analoga modalità è prevista per i familiari conviventi. Per votare, ricevendo al domicilio estero il plico con la scheda, gli elettori devono trasmettere – per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure, per consegna a mano anche da persona diversa dall’interessato – un’apposita opzione al comune italiano di residenza, allegandovi copia del proprio documento di identità.

Qui è possibile trovare il modulo compilabile online che deve pervenire al Comune di residenza italiano entro Sabato 8 Ottobre 2016 accompagnato da copia del documento di identità se si desidera votare al Referendum Costituzionale che si terrà nella sola giornata di Domenica 4 Dicembre 2016 in Italia.

Tra Ponte sullo Stretto e Referendum, a spuntarla è sempre Crozza

Dopo due giornate di annunci da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, alcuni attesi ed importanti per la politica interna, altri del tutto inaspettati e per certi versi sorprendenti sia in senso grottesco che serio, arriva puntuale lo spazio dedicato a Maurizio Crozza su La7 che, come spesso fa, riesce a sintetizzare in modo eccelso i recenti eventi politici.

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Non resta che riproporlo qui di seguito o rimandarvi al sito web della trasmissione, buona visione!

http://www.la7.it/embedded/la7?w=640&h=360&tid=player&content=194021